Isola di Pag Croazia attrazioni turistiche il merletto di Pag i muretti a secco di Pag le anfore
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Le curiosità dell’isola di Pag

Il merletto di Pag - La città di Pag è anche la patria d’un famoso merletto con una tradizione vecchia di secoli. Ogni merletto è un prodotto unico, inimitabile, frutto del lavoro paziente e faticoso delle donne isolane che vive ancor oggi per le vie della città vecchia.

I muri a secco di Pag - Simbolo e monumento della storia dell’isola, sono nati con la sovrapposizione della sola pietra. Per forma, estensione, aspetto e funzione, sono uno dei più rilevanti esempi dell’arte costruttiva autoctona popolare. I muri a secco furono costruiti con la funzione di confini naturali tra un possedimento e l’altro, alti quel tanto che bastava affinché le pecore non potessero scavalcarli, forti abbastanza per resistere all’impeto della bora.

Sull’isola di Pag è ancora possibile vedere l’antico procedimento di produzione del sale marino, ottenuto mediante l’evaporazione dell’acqua marina raccolta in piccole vasche di terracotta (saline). La produzione del sale donò a Pag floridezza, ma anche problemi. Spesso la sua gente dovette combattere per difenderlo, perché da esso dipendeva in gran parte il suo benessere. Il sale era anche chiamato “oro bianco” per la sua importanza strategica di prodotto per secoli considerato indispensabile.

L’isola di PagLe anfore - Fece scalpore in Croazia la scoperta dei resti di un relitto di nave mercantile romana risalente al I secolo a.C. con un carico di anfore, ritrovati lungo la costa orientale dell’isola di Pag, per l’esattezza nelle acque del canale del Velebit presso cala Vlaška Mala.

Degna di nota, da un punto di vista archeologico, è anche l’area di Caska, dove, negli ultimi tempi, si sono intensificati i lavori di scavo sui resti dell’insediamento romano di Cissa che, secondo una leggenda, sarebbe stato sommerso dal mare a seguito d’un sisma avvenuto nel IV secolo.

Ma è l’antico acquedotto romano (I secolo) a rappresentare il bene archeologico di maggior valore dell’isola. Scavato nella roccia viva, è lungo 1,2 km, largo max. 70 cm ed alto max. 40 cm, con nove aperture in superficie. Chiamato comunemente “Talijanova buža”, provvedeva all’approvvigionamento idrico di Novalja e della sua piana. L’ingresso all’acquedotto si trova nel Museo Civico il quale, al suo interno, custodisce una parte del patrimonio culturale ed etnologico di Novalja.

Gli oliveti di Lun Rappresentano un’oasi di pace autentica ed uno degli angoli più suggestivi e belli dell’intera nostra isola. Tra i tantissimi olivi dell’area, spiccano per la loro particolarità 1.500 esemplari d’olivo selvatico (olea oleaster) alti tra i 5 e gli 8 metri e con fusti larghi dai 20 agli 80 cm.
Quest’area coperta d’olivi selvatici, estesa 24 ettari, è unica sull’Adriatico e possiede un gran valore botanico. Per le sue peculiarità, nel 1963 è stata proclamata riserva botanica.